Blog / Storia

AFCRO (103)

La Vendemmia di una volta alle Cinque Terre

Postato il 21 giugno 2015, in Blog

Alle Cinque terre la vendemmia, fase finale della lunga e faticosa coltivazione della vite, assumeva contorni epici per l’asperità del territorio; un momento faticosissimo, ma esaltante. Si lavorava un anno intero, si viveva con ciò che si produceva e il poco denaro ricavato dalla vendita del vino.

Per una ventina di giorni i paesi avevano la febbre. Al mattino presto le strade si riempivano di gente di tutte le età. Uomini, donne, giovani ed anche anziani con le paniere e le corbe; tutti verso la campagna, parlando a voce alta, in un’aria di festa. Gli anziani, i nonni nel campo staccavano i grappoli, li pulivano dai marciumi, scartavano quelli non maturi, sceglievano la bianca e la nera, preparavano i carichi. Un lavoro faticoso e noioso che i giovani disdegnavano preferendo andare avanti e indietro con corbe e paniere ben colmi. (altro…)

alto

Vicus Oleaster

Postato il 11 ottobre 2013, in Blog

A 350 metri di quota, sul dorso di una scoscesa collina circondata da terrazzamenti sostenuti da muretti a secco, si trova Volastra, tra vigneti e ulivi.
E’ un piccolo borgo che per adattarsi al terreno, ha disposto le case in due semicerchi concentrici.
Risale al 177 a.C., quando i legionari romani trasformati in contadini dopo la vittoriosa campagna contro i Liguri, fondarono il borgo, che sorse sul tracciato del’antica via Romea, strada anteriore alla romana via Aurelia.
“Vicus Oleaster”, il paese degli ulivi, era una stazione di posta per il cambio dei cavalli. (altro…)

Corba

C’era una volta………

Postato il 6 marzo 2013, in Blog

Le Cinque Terre di oggi devono tutto alla caparbietà e alla tenacia delle vecchie generazioni che con sforzi sovrumani hanno modificato il territorio per potere vivere grazie all’agricoltura producendo vino per la vendita.
L’asperità del territorio ha fatto si che per poter coltivare la vite, si è reso necessario costruire un’infinità di muretti “a secco” per creare i terrazzamenti su cui impiantare i vitigni.
La vendemmia poi assumeva contorni epici, in quanto i collegamenti fra i terreni erano costituiti da stretti ed impervi sentieri con innumerevoli scalinate, che non consentivano di utilizzare alcun tipo di mezzo meccanico per il trasporto. (altro…)