Il passito delle Cinque Terre: da Rinforzato a Sciacchetrà

Postato il 19 gennaio 2017, in Blog

Uva secca

In tutti i suoi 800 anni di storia, la produzione vinicola delle Cinque Terre è sempre stata rinomata soprattutto per il vino passito, che negli anni ha assunto denominazioni diverse.

Nel XIII secolo è nato come Vernaccia, nel XVI viene citato come vino Amabile, nome che conserva fino XVIII secolo; successivamente nel XIX secolo il nome Amabile diventa sempre più raro a favore dell'appellativo Rinforzato.

L'ultimo appellativo che compare e viene usato tutt'ora è il termine Sciacchetrà, che ha sostituito il termine rinforzato solo nella seconda meta del XX secolo. Per capire meglio i cambiamenti di tale termine, da Amabile a Rinforzato a Sciacchetrà dobbiamo fare più attenzione alle tecniche di vinificazione utilizzate alle Cinque Terre nel XIX secolo.

Infatti, come si capisce anche dagli stessi nomi, si passa da un nome più legato al gusto e alla qualità (Amabile) a nomi che fanno riferimento alle procedure seguite durante la vinificazione.

Entrambe le descrizioni evidenziano due caratteristiche, cioè che, appena schiacciate le uve, il mosto viene posto nella botte e la botte viene chiusa ermeticamente fino a primavera.

Anche in dialetto Genovese il vin rinforzou equivale a vino sforzato, ovvero quello che si fa in un vaso fortemente chiuso.

Dopo il termine rinforzato, il vino passito delle Cinque Terre è stato chiamato Sciacchetrà. Sull'origine di questo termine si discute molto. Uno dei suoi interpreti maggiori, Walter de Batté, lo fa risalire al semitico Shekar, che designa le bevande fermentate.

Forse, più verosimilmente, il termine Sciacchetrà, parola del dialetto Genovese, significa: Vino vergine, vino che non ha ancora avuto la sua perfezione, che non ha finito di bollire; dal Ligure “sciaca”, schiacciare, pigiare e “tra”, trai ovvero svinatura veloce".

La prima volta dove viene riportato il termine Sciacchetrà è in una poesia nel XIX secolo del poeta genovese Martin Piaggio intitolata Olea Romantica, da dove  emerge che si intende di un vino con gradazione alcolica abbastanza elevata.

 Dal 1920 in poi il nome Sciacchetrà diverrà sempre più diffuso.

 

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