Muretti e vigne nuove

Postato il 4 febbraio 2015, in Blog

muretti

Anche quest’anno, a seguito delle piogge autunnali, alcuni dei muretti a secco che sorreggono  i nostri vigneti sono crollati, rendendosi quindi necessaria la ricostruzione che richiederà il solito grande lavoro manuale per trasportare sul posto i nuovi sassi, utilizzando le monorotaie gestite dalla Cantina 5 Terre, per poi posizionarli utilizzando la tecnica che ci tramandiamo da generazioni.
In particolare, uno di questi muri crollati essendo particolarmente alto, ha provocato la caduta di un grande volume di terra che dovrà essere riportata sul terreno sovrastante utilizzando la mitica “cavagnola”, piccolo cesto di vimini intrecciato a mano che viene riempito di terra o di sassi di piccole e medie dimensioni (“i recausi”), elementi fondamentali per il corretto drenaggio dell’acqua piovana.I nostri vecchi con la “cavagnola” hanno sollevato miliardi di metri cubi di terra e sassi , sfidando la legge della gravità terrestre, mantenendo in piedi un territorio che altrimenti già da tempo sarebbe franato completamente verso il mare!

Oltre ai muri siamo anche impegnati a impiantare nuove vigne, che cominceranno a produrre i primi grappoli fra ben 3 anni, arrivando al massimo della produzione soltanto dopo 5 anni.
La qualità delle nuove piante sono “Bosco”, quella endemica che contraddistingue il nostro vino e “Arbarola”, particolarmente adatta alla produzione del mitico vino dolce “Sciacchetrà”.
L’impianto dei nuovi vitigni viene fatto alla vecchia maniera, cioè scavando manualmente delle buche lunghe e strette, dette “trincee”, utilizzando il “rampino”, strano forcone bidente con un corto manico di legno.
All’interno della trincea, prima di mettere la vigna, mettiamo concime naturale (foglie, erba, strame) e terriccio in modo da facilitare il radicamento della pianta che per almeno un paio di anni avrà bisogno di essere irrigata durante i periodi più caldi dell’estate.
E’ soltanto con la ricostruzione dei muretti e con l’impianto di nuovi vitigni che possiamo garantire la continuità della nostra tradizione di famiglia che, nella visione globale, significa un futuro per le Cinque Terre!

 

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