Il sentiero SVA tra Monterosso e Levanto

Postato il 12 aprile 2019, in Blog

Punta Mesco

Proveniente da Vernazza, il SVA segue il lungomare di Fegina a Monterosso, transita alle spalle del “Gigante”, la famosa statua di Nettuno che appoggiata alla scogliera sovrastava l’omonima spiaggia, per poi attraversare splendide dimore a picco sul mare, tra le quali la villa di Eugenio Montale, poeta e premio Nobel, dove trascorreva le sue estati alle Cinque Terre.

Nel tratto iniziale il sentiero è molto ripido e attraversa una pineta e la classica macchia mediterranea, raggiungendo una strada carrozzabile al servizio dell’Hotel Suisse Bellevue, in splendida posizione panoramica sopra le scogliere del Mesco.

La dura salita si conclude con un falsopiano che in pochi minuti conduce alla diramazione per il sito archeologico di Sant’Antonio del Mesco a 313 metri s.l.m, anticha chiesa risalente al XIV secolo; qui i frati fungevano da sentinelle, mettendo all’erta i monterossini, mediante l’accensione di fuochi, quando all’orizzonte comparivano i velieri dei pirati barbareschi.

Infatti salendo ancora per un centinaio di metri, si incontra una torretta ortogonale utilizzata un tempo per le segnalazioni, da dove si gode di un punto di vista unico che consente di fare spaziare lo sguardo su tutti e i cinque i villaggi del Parco Nazionale delle Cinque Terre, chiusi dal promontorio del santuario della Madonna di Montenero, protettrice del borgo di Riomaggiore.

Lasciato il sito archeologico il SVA prosegue verso Casa Lovara, in un’oasi incontaminata recentemente recuperata dal Parco Nazionale e dal Comune di Monterosso, con le antiche colture a vigne e ulivo per poi raggiungere casa Massola, dove nel 1931 Guglielmo Marconi perfezionò i suoi esperimenti di radiofonia ad onde corte tra Levanto e Santa Margherita Ligure.

Giunto a Levanto il sentiero transita accanto al castello medievale e con una lunga scalinata si innesta sul lungomare della Pietra, a due passi dalle spiagge del Casinò Municipale.

 

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