Il Vigneto di Volastra – La nostra storia

Postato il 1 settembre 2011, in Blog

Corba

Il B&B “Il Vigneto” è di conduzione familiare e si chiama così, in quanto la nostra famiglia è dedita alla coltivazione della vite, dalla fine dell’800, fino ai giorni nostri.
I nostri vigneti si estendono per circa 5.000 metri quadrati sulle alture di Volastra, a 300 metri dal livello del mare, appena al di sopra di Manarola.
I terreni coltivati sono molto scoscesi e grazie al duro lavoro delle generazioni precedenti, si è riusciti a sfruttare questo territorio molto impervio, grazie alla creazione dei tipici terrazzamenti sostenuti dai famosi muri a secco, costruiti con pietre e terra senza cemento.I nostri vigneti sono sorretti da tipici “autedi”, ossia pergole in fil di ferro sulle quali si appoggiano i vitigni.

Per darVi un’idea della spettacolarità del nostro paesaggio, si dice che, se si dovessero sommare tutti i muri a secco delle Cinque Terre, la loro lunghezza sarebbe pari a quella della Muraglia Cinese e cioè 6.350 km!!!
Ecco perché le Cinque Terre sono state inserite all’interno del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Il tipo di vitigno è costituito per il 70% da “Bosco” e il restante 30% da “Arbarola” e “Vermentino” e produce il classico vino bianco Cinque Terre D.O.C. oltre che il mitico “Sciacchetrà”, vino da dessert ottenuto da uve essiccate.
Oltre alla vite siamo anche dediti alla coltivazione dell’olivo con produzione di un ottimo olio extravergine.
Anticamente la coltivazione della vite era estesa sull’intero territorio delle Cinque Terre essendo la produzione e vendita del vino l’unica fonte di sostentamento delle famiglie di quei luoghi.
Volastra ha sempre avuto un ruolo predominante in tale produzione tanto che il detto dei nostri predecessori era il seguente: “Se si dovessero rompere le botti delle cantine di Volastra, si allagherebbe Manarola!!!”.
Successivamente, a partire dagli anni 60 si è assistito ad un graduale spopolamento dei paesi , per ricercare posti di lavoro nella vicina La Spezia, con un conseguente e progressivo abbandono del territorio che, senza il quotidiano lavoro dell’uomo, sta subendo un grave dissesto idro-geologico.
Ecco perché la nostra famiglia, ancora oggi, è dedita al mantenimento dei terrazzamenti con la relativa ricostruzione dei “muri a secco” , unica soluzione, a nostro parere, per farsi che il nostrosplendido ma fragile territorio venga salvaguardato e maggiormente apprezzato dai milioni di turisti che ogni anno ci fanno visita.

 

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