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Il sentiero 537 : da Campi alle piscine di Pineda

Il sentiero 537 è tra i pochi rimasti nel Parco Nazionale delle Cinque Terre che consente di scendere vertiginosamente il pendio arrivando direttamente al mare.

L’accesso al sentiero è situato sulla SP 370 Litoranea delle Cinque Terre in località Campi, sulle alture di Riomaggiore, a fianco del Bar “Il Giardino” a 291 metri s.l.m., dove si trova una piccola area di parcheggio. Si scende con scalinata all’ampio pianoro coltivato a ulivi di Campi, dove anticamente sorgeva un nucleo rurale contadino, oggi recuperato ed adibito a residenza turistica.

Attraversata la piana tra uliveti, vigneti ed isolati rustici, il sentiero, aumentando progressivamente la pendenza, si affaccia sul mare della Costa della Pineda; qui su un pianerottolo della scalinata sono ancora ben visibili le robuste catene di ancoraggio di una teleferica usata per calare sino al mare i barili del mitico vino delle Cinque Terre, poi caricati sui barconi a vela latina.

In questa zona si ricavavano uve pregiate per la splendida esposizione ai raggi solari e per l’altimetria di soli 164 metri s.l.m., come testimonia la presenza di un agglomerato di casolari detti “Cantine”, dove sotto le macerie di qualche tetto giacciono doghe e cerchi di botti enormi.

Al di sotto delle “Cantine” il sentiero scende attraverso le antiche fasce terrazzate ormai abbandonate ma ancora sorrette dagli splendidi muri di pietra a secco, eretti da mani ingegnose, fino a giungere sulla scogliera presso una casupola diroccata ed affacciarsi sulle splendide “piscine” di Pineda.

Qui l’erosione marina delle rocce d’arenaria durante i secoli, sembra avere seguito regole geometriche, generando invasi di bella forma rettangolare simili a piscine. Queste vasche naturali furono utilizzate fino al 1950 come saline, in quanto l’evaporazione dell’acqua marina tratteneva al loro interno consistenti incrostazioni di sale, materiale prezioso in tempo di guerra per il fabbisogno familiare e come merce di scambio. Quando il sole non bastava, per accelerare l’evaporazione, i contadini accendevano grandi fuochi sotto rudimentali recipienti metallici riempiti di acqua di mare.

Oggi le “piscine” costituiscono invece un luogo ideale per una meritata e rinfrescante nuotata, per prepararsi alla ripida risalita.

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